Wi-Fi pubblico: lo stai usando nel modo sbagliato

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25/07/2017 Massimo Cotugno 1663

Pensate che il Wi-Fi pubblico sia una gran cosa? Avete ragione. Ma ci sono delle controindicazioni. Norton by Symantec ha svolto un'indagine che mette a nudo una serie di comportamenti a rischio degli utenti italiani, che li espone al pericolo di perdita della privacy.

La serie televisiva Black Mirror, ci ricorda, attraverso una chiave di lettura distopica, quanto noi tutti siamo interconnessi e, potenzialmente, sotto controllo. Del resto portiamo sempre con noi un dispositivo che permette di localizzarci, ogni nostra azione su web viene intercettata e memorizzata da qualche parte, ogni nostro spostamento appuntato dal nostro navigatore, ogni chat salvata su qualche server... Per certi versi, non ci resta che affidarci alla buona fede dei fornitori di servizi online e soprattutto navigare in rete sempre in sicurezza.

Illusione di invulnerabilità
Ma quanti di noi lo fanno davvero? Pensiamo solamente a quante volte per esempio accediamo ai nostri dati personali utilizzando una Wi-Fi pubblica: il bisogno di essere sempre connessi ci fa spesso abbassare la guardia. È proprio quello che dimostra uno studio di Norton by Symantec che evidenzia un atteggiamento di indifferenza nei confronti dei pericoli insiti nell’utilizzo delle reti Wi-Fi pubbliche. Vediamo nel dettaglio cos'hanno scoperto.

Accesso in pochi minuti
Il 40% degli italiani intervistati, solo pochi minuti dopo essere arrivati a casa di un amico, in un bar, in un hotel o altro, chiede la password e prova ad accedere alla rete Wi-Fi pubblica; c'è però chi tenta di accedere senza nemmeno chiedere le credenziali, confidando nella ricerca automatica di reti dal proprio dispositivo. Di solito gli smartphone e i laptop hanno impostazioni predefinite per fare in modo che siano cercate automaticamente le reti WiFi cui ci si può collegare. Il 27% infatti ammette di avere effettuato l'accesso senza il permesso del proprietario, e l’8% dice di avere indovinato o violato la password per collegarsi alla rete.

Gli hacker del Wi-Fi
Questo genere di abitudini permette a un certo tipo di hacker di operare indisturbato. È il caso ad esempio di Wouter Slotboom, che ha utilizzato una piccola scatoletta nera, grande quando un pacchetto di sigarette, che serve per intercettare le connessioni senza fili e analizzare i dati che vengono scambiati. Il metodo è semplice: la scatoletta di Slotboom creava una rete WiFi che fingeva di essere una di queste reti molto comuni, come quelle delle catene di ristoranti e bar che offrono la connessione senza fili. Stabilita la connessione, e quindi una via di accesso tra il computer di Slotboom e i dispositivi degli utenti, l'hacker poteva visualizzare l'elenco delle reti cui quelle persone si erano collegate in precedenza e in alcuni casi anche i loro nomi, se associati al loro dispositivo. L'hacker è stato inoltre in grado di risalire al modello di telefono, al sistema operativo, alle app installate e in breve alle identità dei proprietari.

In viaggio sempre connessi
Un altro dato interessante raccolto da Norton è quello legato all’uso delle reti pubbliche in viaggio. Il 70% degli italiani dichiara che intende continuare a usare una rete Wi-Fi pubblica, soprattutto per evitare di utilizzare il proprio pacchetto dati mensile (42%). Spesso la scelta della località di destinazione è influenzata dalla possibilità di accedere o meno a una rete Wi-Fi, preferibilmente performante.

Visione per soli adulti
A sorprendere è poi il dato riguardante gli italiani che accedono a siti pornografici o contenenti nudi tramite reti pubbliche che potrebbero rivelare molte più informazioni o abitudini personali di quanto non si vorrebbe: il 35% lo fa da un albergo o in una casa vacanze, il 33% in un bar o ristorante e il 28% persino a lavoro.

Come difendersi
Per evitare che i propri dati finiscano nelle mani sbagliate basta seguire alcuni accorgimenti. Innanzitutto utilizzare un software per la sicurezza, utilizzando una rete privata virtuale (VPN). Le VPN infatti garantiscono un "tunnel sicuro" che crittografa i dati inviati e ricevuti tra un dispositivo e internet. Un altro consiglio è quello di controllare che il sito usi lo HTTPS: un sito web è sicuro se nell'URL compare "https" con accanto il simbolo di un piccolo lucchetto. Ma il consiglio più importante è di certo quello di condividere il meno possibile: quando si è connessi a una rete pubblica, meglio pensarci su un paio di volte prima di inserire informazioni personali come, ad esempio, password, dati finanziari o foto.