Tecnologia NFC: cos'è e quali sono le differenze con il Bluetooth

Guida all'acquisto
18/03/2020 Danilo Pagnin 1914

Se il tuo smartphone supporta la tecnologia NFC potrai usarlo per effettuare pagamenti, ma sono molte le funzioni dell'NFC: ti spiego cosa significa NFC, a cosa serve e le differenze con la tecnologia Bluetooth.


Il mondo wireless è in continua evoluzione e sempre più sono le azioni possibili grazie alle tecnologie senza fili. Dall'onnipresente Wi-Fi, utilizzato per la diffusione del segnale di un router e per connettere tra loro mouse, stampanti ed eventualmente i vari device di una smart home, largo impiego trova la tecnologia Bluetooth, molto utilizzata per la connessione di mouse, tastiere, casse acustiche e auricolari con microfono per telefonare o per ascoltare musica dal tuo smartphone o tablet. In questo articolo ti spiego cos'è e a cosa serve la tecnologia nfc, la più recente tra le tecnologie wireless, e le principali differenze con quella Bluetooth.
 

Tecnologia nfc: cos’è e come funziona

Anzitutto NFC è l'acronimo di Near Field Communication, che già nella definizione richiama il concetto di vicinanza. Questa tecnologia (il cui sviluppo iniziò nel 2004) fu infatti concepita per mettere in comunicazione due device che si trovano a breve distanza (meno di 10 cm o a contatto): attivando la tecnologia N F C sul tuo smartphone e avvicinandolo ad un altro device con NFC attivo, puoi scambiare alcune informazioni in modo molto veloce e intuitivo. Il concetto base è il riconoscimento reciproco molto rapido tra i due device: non a caso l'antenato della tecnologia NFC è la RFID, che viene molto utilizzata ad esempio nella raccolta differenziata dell'immondizia e nella gestione delle merci in magazzino: se un bancale di merce dotato di chispet RFID integrato viene caricato su un camion, il lettore RFID lo identifica e invia l'informazione a un terminale che così registra il conteggio della merce caricata e scaricata. Ti ho fatto questo esempio per farti capire la "filosofia" (per così dire) che sottostà alla tecnologia n f c: non si tratta di una tecnologia concepita per lo scambio di grandi quantità di dati (come ad esempio il 4G o la Wi-Fi), bensì di un sistema rapido per connettere due dispositivi attraverso il mutuo riconoscimento e che consente eventualmente un collegamento peer-to-peer per scambiare informazioni digitali.
 

Pagamenti con nfc: non solo smartphone

Una delle applicazioni principali della tecnologia NFC è quella relativa ai pagamenti. Se hai una carta di credito o un bancomat contactless, dentro la carta c’è proprio un chipset NFC: avvicinandola al lettore, il campo magnetico generato attiverà il riconoscimento del chipset, che potrà così "dire" al lettore a quale utenza è collegata quella carta e addebitarti la relativa somma. Il meccanismo non è molto diverso da quello del riconoscimento via RFID che ti spiegavo nel paragrafo precedente, ed è lo stesso principio che consente di utilizzare lo smartphone per pagamenti via tecnologia n f c. Se hai scaricato e configurato app come Apple Pay o Samsung Pay, attraverso l'NFC potrai utilizzare lo smartphone o lo smartwatch direttamente sui lettori abilitati, come fosse una carta di credito. Lo stesso vale per le app PostePay e Satispay, così come ormai puoi utilizzare queste modalità di pagamento per pagare la metropolitana di Milano o New York (leggi anche il nostro articolo su come pagare con iPhone). Ti ricordo infine che vi sono sim card con un chip NFC integrato, senza quindi il bisogno di averne uno nel tuo smartphone.
 

Tecnologia NFC e Bluetooth: le differenze

Bluetooth è uno standard di radiofrequenze disponibile dal 1999, identificato dal logo ormai iconico composto da due Rune, cioè due caratteri dell'antico alfabeto nordico (così come il nome è legato alla storia dei Paesi del Nord Europa). La sua principale caratteristica consiste nel rappresentare un'ideale connettività per trasmettere dati tra due device posti a pochi metri di distanza, grazie al fatto di muoversi su una radiofrequenza a circa 2,45 GHz in banda ISM, che a sua volta viene divisa in 79 canali con uno switch randomico dall'uno all'altro di 1600 volte al secondo, per evitare interferenze. Questo significa stabilità del segnale e possibilità quindi di un largo impiego ad esempio nell'IoT, nel mondo dell'audio (leggi anche il nostro articolo sulle differenze tra casse bluetooth e Wi-Fi ) e per connettere due device per lo scambio di dati (foto, file musicali, ecc.). Qual è la principale differenza con l’NFC? Come spiegato nei precedenti paragrafi, la tecnologia n f c nasce per consentire una rapida identificazione di due device, non per trasmettere quantità importanti di dati: non è ad esempio possibile ascoltare musica via NFC, è tuttavia possibile integrare le due tecnologie. Avrai sentito parlare di auricolari o cuffie NFC: questa tecnologia serve a mettere in comunicazione smartphone e cuffie/auricolari molto rapidamente, ma la trasmissione dei dati musicali avviene via Bluetooth, che risulta però meno immediato dell'NFC per il riconoscimento reciproco. Lo stesso può avvenire anche in alcune fotocamere dotate di NFC, come la Canon EOS 2000D, che integra però NFC e Wi-Fi. Per darti un dato tecnico, la massima velocità di trasferimento dati dell'NFC è 484 kbit per secondo, mentre il Bluetooth, nella sua versione più evoluta (la 5) è in grado di arrivare a 2Mbps, cioè oltre 4 volte di più.

Il mondo della connettività senza fili insomma dispone di varie opzioni a seconda della funzione che si deve attivare: la tecnologia nfc serve soprattutto per il rapido riconoscimento tra due device (o tra un terminale e un chipset passivo), mentre quella Bluetooth può trasmettere importanti quantità di dati, quindi trova ampia applicazione nel mondo dell’audio, della connessione di device IoT e delle periferiche IT, e si può talvolta integrare con l'NFC.