Cos'è un'interfaccia PC: significato dei principali standard

Guida all'acquisto
16/05/2018 Danilo Pagnin 473

Se devi sostituire un componente del tuo pc e non sai orientarti tra parole come ATA, SATA o PCI-Express, ti spieghiamo il significato dei principali standard di interfacce pc.

Se il tuo masterizzatore si è esaurito o guastato o la tua scheda video fa sfarfallare le immagini, dovrai necessariamente acquistare questi componenti PC di nuovo. Per non sbagliarti, è necessario che tu abbia alcune nozioni di base: sapere cos’è un'interfaccia PC e familiarizzarsi con termini quali ATA, PATA, SATA o SERIAL-ATA è fondamentale per non sbagliare nella tua scelta.
Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, sapere il significato dei principali standard di interfaccia PC è fondamentale in un’epoca storica in cui c'è almeno un PC in ogni casa, con cui facciamo moltissime cose: conoscere componenti hardware quali una scheda madre o una memoria RAM è ormai altrettanto importante che sapere cos'è la batteria o il filtro dell’aria di un'automobile, e saperli correttamente individuare si può rivelare di grande utilità.
 

Interfacce per unità CD-ROM e Hard Disk: significato di Serial-ATA, ATA, SCSI 3

Ti sarà capitato di leggere su una scheda tecnica o di ascoltare da qualche "smanettone" termini come ATA, SATA (o Serial-ATA) o SCSI (comunemente pronunciato SCASI): ad un primo ascolto sembrano quasi delle paroline magiche da racconti per l'infanzia, ma saperne il significato è fondamentale se devi sostituire il tuo hard disk o il tuo lettore/masterizzatore CD-DVD. Questi infatti sono componenti del PC inseriti all’interno della macchina e connessi a quello che, insieme al processore, è il "cuore" del computer, cioè la scheda madre: questa ha una serie di slot con dei connettori a cui si possono collegare i vari componenti (hard disk o disco fisso, scheda audio, scheda video, unità ottica CD-DVD, ecc.). Affinché un componente si possa collegare alla scheda madre e funzioni correttamente, è necessario che abbia la stessa interfaccia di quello che vai a sostituire: quindi la prima cosa è conoscere il significato di questi termini.
 
-ATA: acronimo di Advanced Technology Attachment, fino al 2004 l’interfaccia più diffusa in particolare per gli hard disk, unica tipologia di componenti hardware che inizialmente funzionavano con questo standard, poi esteso ad altri (supporti storage a nastro e soprattutto unità ottiche di lettura e masterizzazione CD-DVD). Fisicamente il connettore ATA si presenta piatto e largo, con una doppia fila di 40 forellini quadrati da inserire sullo slot della scheda madre, con una doppia fila di PIN metallici. Il collegamento avviene di solito attraverso un cavo a nastro, di quel tipo che si può facilmente vedere smontando la scocca di un PC. Se hai un PC di almeno 13-14 anni fa, probabilmente i componenti sono collegati con questa interfaccia. Dopo l’introduzione della più performante interfaccia Serial-ATA (spesso nota come SATA), lo standard ATA è stato ridefinito come Parallel-ATA (o PATA), per distinguerlo dal suo più recente omologo: la denominazione infatti sottolinea che la trasmissione dati avviene in formato parallelo e non seriale (ma non addentriamoci in questioni troppo specifiche). Sulle schede tecniche di componentistica potresti trovare scritto anche IDE, EIDE o ATAPI, che sono sempre riferibili allo schema ATA e compatibili con questo slot.
Se cerchi componentistica ATA non sarà semplice trovarla, in quanto non più in produzione da tempo.
 
-SERIAL-ATA (o SATA): acronimo di Serial Advanced Technology Attachment, si caratterizza per un connettore a 7 pin molto più piccolo rispetto al suo antenato ATA e da una resa molto migliore: l’ultima versione di questo connettore, la 3.0 (nota anche come SATA-III), può raggiungere una velocità di trasferimento dati di 6 Gb/s. Queste prestazioni si sono rese necessarie dall’avvento dei cosiddetti dischi a stato solido, più noti come SSD, che hanno una potenzialità di trasferimento dati molto maggiore dei vecchi hard disk tradizionali. Le versioni dello standard successive alla prima dal punto di vista funzionale sono retrocompatibili, in quanto il connettore come dimensioni resta lo stesso: nel caso in cui la tua scheda madre sia datata e, ad esempio, sia configurata con lo slot SATA I, un hard disk SATA-III non potrà eventualmente sfruttare appieno tutte le sue potenzialità, pur funzionando lo stesso.  Sulle schede prodotto vedrai spesso scritto SATA-600 o SATA-300, che sono semplicemente le definizioni commerciali di SATA-III e SATA-II.
I connettori eSata sono invece stati sviluppati per collegare periferiche esterne come fotocamere e hard disk: tecnologicamente sono a tutti gli effetti SATA ma varia la forma del connettore, che è più stretto rispetto a quello classico, ma è possibile collegarli attraverso un adattatore.
 
- SCSI (o SAS): pronunciato comunemente "scasi", è così definito lo standard con tecnologia Serial Attached SCSI, nato alla fine degli anni '70, che permette di collegare hard disk o unità di memorizzazione a nastro ma che, a differenza della tecnologia SATA (e ovviamente ATA), oltre agli hard disk e ai lettori CD-DVD è in grado di supportare molte altre periferiche quali scanner, stampanti, ecc.
Questa tecnologia è molto usata nelle workstation e nei server, e la componentistica SCSI che si trova in commercio è per lo più rivolta a questo segmento merceologico.
Sulle schede prodotto troverai spesso SCSI 3, cioè una delle versioni attualmente più utilizzate che può arrivare a concatenare fino a 32 periferiche con una capacità di banda che arriva a 640Mb/s (nella versione ULTRA-64). Se sulla motherboard è presente un connettore SCSI, è possibile connettere un HDD SATA, per esempio, mentre non è vero il contrario.
 

Come scegliere la scheda video: interfacce PCI, AGP E PCI-EXPRESS

Accendi il tuo pc e noti che il monitor sfarfalla, è pieno di righe che lo attraversano verticalmente oppure è del tutto scuro? È possibile che la tua scheda video sia alla fine della sua vita tecnologica e sia quindi necessario sostituirla. Per sapere che tipo di interfaccia è presente, devi smontarla e guardare sull'etichetta oppure consultare la scheda tecnica, se disponibile (leggi anche la nostra guida su come scegliere la scheda video). Gli standard "storici" si possono riassumere in questi 3 (escludendo quelli più vecchi, quando i PC erano relegati quasi esclusivamente in ambiti aziendali o di pubblica amministrazione):
 
- PCI: acronimo di Peripheral Component Interconnect, nato nei primi anni '90, agli albori dell'esplosione delle vendite dei personal computer, è uno standard che garantiva buone prestazioni per l'epoca, utilizzato per diversi anni, fino alla nascita della più evoluta tecnologia AGP.
- AGP: tecnologia nata nel 1996 e commercializzata per la prima volta nel 1997, garantiva una velocità di banda doppia rispetto alla PCI, arrivando a 266Mb/s. Si trovano ancora in circolazione computer che montano schede video con questo standard (la cui versione successiva fu l'AGP pro), ma sono ormai per lo più pezzi d'antiquariato.
- PCI-Express: disponibile a partire dal 2004, è ancora oggi (nelle sue versioni più aggiornate) la tecnologia delle schede video che troviamo sui nostri computer, fissi o portatili. Molto più performante rispetto all'AGP, lo standard PCI-Express consente un throughput decisamente migliore, specialmente nella più recente versione 3.0 (retrocompatibile con le precedenti), presente sui computer dal 2011. Essendoci diverse varianti in commercio, se compri una nuova scheda video assicurati che la motherboard installata sul tuo PC possa valorizzarne tutte le caratteristiche. A breve dovrebbe essere disponibile la versione 4.0.

La scheda audio: quali sono gli standard e perché sostituirla

A differenza delle schede video, indispensabili per il funzionamento di un computer, la scheda audio non è strettamente necessaria, eccezion fatta per le persone ipovedenti. Se non funzionasse, non puoi ascoltare musica e voci ma tutto il resto del pc continuerebbe la sua attività.
In estrema sintesi, le schede audio sono di due tipi: esterne o interne.
Quelle esterne sono tutte USB e possono essere molto performanti: per esempio molto evolute sono quelle per il mondo gaming, in cui c'è anche un processore interno che sviluppa diversi effetti, tra cui l'audio 3D surround, oppure quelle appositamente create per il mondo musicale, a cui si possono collegare vari strumenti per registrazioni e mixaggio.
Quelle esterne hanno il vantaggio di essere un poco scomode (le devi mettere sulla scrivania) ma per contro non hanno ronzii e interferenze.
Quelle interne possono essere dei semplici chipset integrati nella motherboard (come per le schede video integrate) nei pc di fascia medio-bassa, oppure dei componenti dedicati inseriti nella motherboard attraverso un connettore, esattamente come le "cugine" video: in questo secondo caso, prima dell'acquisto di una nuova scheda controlla su quella vecchia cosa riporta l'etichetta, oppure verifica i dati tecnici della motherboard per individuare lo standard (PCI o PCI Express). In quelle interne è più frequente il fenomeno delle interferenze e ronzii.

Conclusioni
Anche senza essere uno "smanettone", queste poche semplici nozioni ti possono aiutarti ad individuare il componente hardware giusto.
Tieni conto che tra notebook e PC fissi ci sono importanti differenze: ad esempio le schede video dei notebook quasi mai sono sostituibili (a parte nelle workstation), ed è un'operazione che deve in ogni caso compiere un tecnico specializzato (v. anche la nostra guida su come aggiornare un notebook), mentre su un PC fisso la sostituzione di questo componente è piuttosto semplice e si può fare tranquillamente in casa: è sufficiente staccare il pc dall'alimentazione elettrica, smontare la scocca, individuare la scheda, asportarla fisicamente dallo slot staccando dall'alimentatore il connettore a PIN, e poi procedere inserendo quella nuova. All'avvio del PC, se tutto va come dovrebbe andare (condizionale d'obbligo perché il Dio dell'Informatica è capriccioso), la nuova scheda si configura automaticamente con i driver scaricati da Internet.
L'hard disk è invece di solito la cosa più semplice da cambiare anche in un notebook insieme alle RAM, perché c'è un apposito slot sul retro della scocca aperto il quale, togliendo poche viti, è possibile smontare quello presente e inserirne uno nuovo a tua scelta, anche se dovrai premurarti di fare un backup di tutti i dati e salvare il sistema operativo su appositi dischi di ripristino (se sei uno "smanettone", prima dell'installazione potrai fare una copia mirror del vecchio disco fisso inserendo quello nuovo in un box per hard disk esterno).
Diverso il caso dei PC fissi: smontando la scocca esterna, potrai facilmente individuare i diversi componenti installati, verificare lo standard dei connettori e sostituirli.
Anche cambiare un masterizzatore in un PC fisso è un'operazione abbastanza semplice: è inserito in un alloggiamentto dedicato nel case, collegato alla motherboard attraverso un cavo con un connettore.
Più complesso compiere la stessa operazione in un notebook: meglio rivolgersi ad un tecnico.