Pagare con lo smartphone, sempre più facile e veloce

Guida all'acquisto
30/06/2017 Danilo Pagnin 428

Con lo smartphone si può acquistare on-line ma anche pagare in un negozio attraverso varie app: vi spieghiamo come si fa.

Quando è iniziata l'era della telefonia mobile negli anni 90 non era facile immaginare cosa questa sarebbe diventata nel giro di meno di 20 anni: all'inizio poco più che un’estensione del telefono di casa, dopo l'avvento degli smartphone ha invaso praticamente tutti gli ambiti della nostra vita e grazie alle tecnologie senza filo Bluetooth, Wi-Fi e NFC si presta ad usi illimitati, tra cui la possibilità di effettuare pagamenti in punti vendita fisici, senza commissioni aggiuntive. Già esistono varie app attraverso le quali effettuare pagamenti, prima fra tutte la nota Postemobile agganciata alle celeberrime carte di credito PostePay o ad un conto Bancoposta, tuttavia il ventaglio delle possibilità si è allargato molto grazie anche a novità come Apple Pay. Vediamo una panoramica di queste app.
 
App per trasferire denaro
Numerose e già molto diffuse da anni sono le app per trasferire denaro con lo smartphone: forse la più famosa è ancora PayPal, agganciata ad un conto corrente e/o a una o più carte di credito e disponibile in multipiattaforma Android, Apple iOS e Windows Phone. Oltre a PayPal, tra le più diffuse c'è Hype Wallet: funziona collegata ad una o più carte di credito e consente di acquistare beni e servizi on-line tra cui biglietti di mezzi pubblici, bollette e ingressi a mostre e musei anche aiutandosi con la geolocalizzazione GPS, senza fare code. Questa app è disponibile per dispositivi Android e iOS.

Mobilepay invece, sviluppata dai maggiori fornitori di telefonia mobile, cioè Fastweb, Poste Mobile, TIM, 3 Italia, Vodafone e Wind, consente acquisti di beni e servizi on-line attraverso il credito telefonico, senza bisogno cioè di carte di credito o conti correnti: è disponibile per dispositivi iOS e Android.

TIM e Vodafone si sono inserite nel mercato presentando le loro app personalizzate: TIM Wallet e Vodafone Wallet, con cui, analogamente alle app concorrenti, è possibile acquistare beni e servizi dagli esercenti convenzionati.

Pagare con NFC
Vedere un cliente in coda al supermarket o alla cassa di un negozio avvicinare lo smartphone ad un POS per pagamenti elettronici è una scena ancora relativamente rara in Italia, tuttavia dovremo abituarci perché il pagamento attraverso app specifiche rappresenterà probabilmente una modalità sempre più diffusa anche nel nostro Paese. Stiamo ovviamente parlando dei pagamenti diretti in un punto vendita utilizzando il POS elettronico (cioè la "macchinetta") per pagamenti con bancomat o carte di credito.
Due le condizioni necessarie per procedere a questi pagamenti diretti via P.O.S: la presenza di un POS contactless e una scheda SIM NFC (Near Field Communication), che può essere richiesta al proprio operatore telefonico qualora la nostra non sia abilitata. Le SIM NFC infatti consentono allo smartphone di dialogare con i POS contactless.
Le app per pagamenti di questo tipo esistono da diversi anni, per esempio la notissima Postemobile delle Poste Italiane, che è stata rilasciata sia per dispositivi Android che per iPhone e Windows Phone e che consente, qualora di disponga di una scheda SIM predisposta, di poter procedere con pagamenti NFC, nonché PayPal, disponibile anche per questo utilizzo nei negozi convenzionati.
Grande risonanza ha avuto il lancio di Apple Pay, modalità di pagamento già diffusa in vari Paesi del mondo e lanciata ufficialmente in Italia a maggio 2017, pensata per tutti gli utenti dell'ecosistema Apple e che consente di pagare gli acquisti presso i rivenditori autorizzati con grande semplicità e massima sicurezza, come da tradizione della casa di Cupertino. Il touch ID memorizzato sul tuo dispositivo consente di confermare la tua identità senza bisogno di ulteriori passaggi e ti permette quindi di acquistare velocemente e senza rischi.
Apple Pay è utilizzabile sia come modalità di pagamento per prodotti e servizi on-line che in modalità contactless attraverso i POS abilitati degli esercenti fisici convenzionati, semplicemente avvicinando l'iPhone o l’Apple Watch al POS, esattamente come avviene per una carta di credito o un bancomat contactless.
 
Il caso Satispay
Satispay è una start-up italiana fondata nel 2013 e il suo utilizzo è sempre più diffuso: tutto nasce da un'idea di tre giovani italiani e si pone l’obiettivo di fare concorrenza ai colossi attraverso una proposta specifica, con importanti differenze rispetto ad alcune app già presenti. Anzitutto si aggancia all’IBAN di un conto corrente e, a differenza di Apple Pay e altre note app, Satispay, oltre al pagamento via POS contactless, consente di trasferire denaro tra privati e si pone così l’obiettivo di essere “il contante di domani”, come ha affermato il fondatore e CEO Alberto Dalmasso, partendo dal nudo fatto che in Italia oltre l’80% dei pagamenti avvengono ancora in contanti. I numeri sono incoraggianti: a maggio 2017 si contavano transazioni per circa 3 milioni di euro al mese, con un trend in netta crescita.
Per poter arrivare a praticamente tutto il mercato dei dispositivi mobili, la app è stata resa disponibile per Apple iOS, Android ma anche per Windows Phone e si appoggia ad un conto corrente bancario: l’utente sceglie un budget settimanale da mettere a disposizione della app e nel giorno stabilito viene riportato automaticamente in pari attraverso l’addebito sul conto corrente. Il sistema di registrazione prevede il caricamento dei dati personali, tra cui una foto del proprio volto e di un documento di identità fronte-retro, da esibire eventualmente all’esercente qualora richiesto.
 
Insomma il mondo dei pagamenti elettronici è in grande movimento anche in Italia, sia nell'e-commerce che nel commercio tradizionale: lo scenario prevede sempre meno portafogli e monete e sempre più smartphone e carte di credito, in linea con il trend mondiale.