Condizionatori: le 5 cose da sapere prima di acquistarli

Guida all'acquisto
07/04/2017 Maria Antonia Frassetti 361

Con l'arrivo dei primi caldi, è tempo di iniziare a pensare a come rinfrescare la propria abitazione durante i mesi estivi. Ecco qualche utile consiglio su cosa bisogna valutare prima dell’acquisto di un climatizzatore.

Scegliere il condizionatore giusto per la propria casa può essere difficile. Questo è il periodo indicato per iniziare a pensarci, in modo da organizzarsi per tempo e non farsi trovare impreparati all’arrivo della calura estiva. Per chi non può fare a meno dell’aria condizionata e non sa come orientarsi tra le varie specifiche tecniche dei tanti modelli di climatizzatori presenti sul mercato, ecco alcuni consigli pratici da prendere in considerazione prima dell’acquisto di qualsiasi tipo di apparecchio.

Scegli il tuo condizionatore

In linea generale, sono diversi i fattori da valutare quando si deve scegliere il migliore condizionatore capace di soddisfare le proprie esigenze. Ad esempio, è meglio orientarsi verso un climatizzatore fisso oppure portatile? Deve essere con o senza unità esterna? Quante stanze abbiamo necessità di rinfrescare e quanto sono ampie? Oltre alla possibilità di raffreddamento, abbiamo bisogno di altre funzionalità? Queste sono alcune delle domande da porsi per fare la scelta corretta, considerato anche l’investimento economico che comporta. Vediamole più nel dettaglio: ecco le 5 cose che dovete assolutamente sapere prima di acquistare un condizionatore per la vostra casa.

1. Condizionatore portatile o condizionatore fisso?
Questa è la prima distinzione da fare: entrambe le tipologie di condizionatore hanno i propri vantaggi e svantaggi, da valutare in base alle necessità personali. Partiamo dai condizionatori portatili: uno dei pro è sicuramente la mobilità. Questi modelli sono in genere compatti e dotati di rotelle in modo da essere spostati da un ambiente all’altro. Da qui deriva il primo inconveniente: questa soluzione funziona se si vuole rinfrescare un solo ambiente alla volta. D’altro canto, non serve realizzare un impianto oppure effettuare lavori di muratura per installarli: basta una presa di corrente. Siccome i condizionatori portatili hanno la necessità di espellere l’aria calda all’esterno attraverso un tubo flessibile, devono essere posizionati vicino ad una finestra. Quest’ultima può essere semplicemente lasciata aperta quanto basta per far passare il tubo, oppure - soluzione migliore - si può forare il vetro della finestra in modo da evitare dispersioni di aria fredda al di fuori. 

I condizionatori fissi si compongono di un’unità interna per la refrigerazione dell’ambiente e di un motore esterno che la alimenta. In questo caso, bisogna mettere in conto il lavoro di un tecnico specializzato per l’installazione e, quindi, un costo aggiuntivo. Non solo: se si cerca una soluzione “last minute”, questa non è sicuramente la scelta giusta. Un portatile è un apparecchio “chiavi in mano”, lo si acquista ed è subito pronto per l’utilizzo. Inoltre, esistono condomini con regolamenti specifici e residenze situate nei centri storici per i quali vige il divieto di installazione dei motori esterni sulla facciata per ragioni estetici. Un’ultima distinzione sta nella rumorosità: i climatizzatori fissi sono più silenziosi, quindi sono consigliati per gli ambienti destinati al riposo notturno.

2. Quante stanze devo raffrescare?
Il numero degli ambienti da rinfrescare è un altro elemento da valutare. Come abbiamo già accennato, se la necessità è di refrigerare una sola stanza, allora è più che sufficiente un condizionatore portatile. Al contrario, se si cerca una soluzione efficace per tutta la casa o comunque per ambienti di una certa dimensione, conviene scegliere un impianto fisso, che assicura anche prestazioni migliori. Il numero delle stanze incide anche sulla valutazione del numero di unità interne (o split) da installare. Non per forza bisogna montare uno split per ogni singola camera: ad esempio, se si dispone di un corridoio adiacente alle camere da letto, si può valutare di installare una sola unità interna nel corridoio che riversi l’aria condizionata verso le stanze, purché queste non siano eccessivamente ampie. Invece, se la metratura delle camere da raffreddare è molto grande, allora bisogna pensare ad un impianto multi-split. Lo stesso vale per le abitazioni disposte su più livelli. In questa fase di valutazione, è importante prendere in considerazione anche lo stato di coibentazione (cioè la tipologia di isolamento termico) e l’esposizione solare degli ambienti nord-sud. In ogni caso, ciò che è importante e su cui bisogna prestare la massima attenzione è la verifica della compatibilità tra unità esterna e moduli interni, in quanto non tutti i motori sono compatibili con tutti gli split.

3. Quanto deve essere potente il condizionatore?
Prima di scegliere un climatizzatore, è bene avere le idee chiare sulla potenza necessaria richiesta per rinfrescare un certo ambiente. Questo indice si misura in BTU/h (British Termal Unit orari) ed esprime la capacità di raffreddamento dell’apparecchio in un’ora. Come si fa a calcolarlo? E’ sufficiente fare una semplice operazione matematica: si deve moltiplicare 340 (BTU/h) per i metri quadrati della stanza da climatizzare, partendo dal presupposto che serve una potenza media di 340 BTU/h per rinfrescare un mq di superficie all'interno di una stanza con un'altezza comune pari a 2,7 metri. Ad esempio, se una stanza misura 33 mq, servirà un climatizzatore da 12.000 BTU/h. Al di là del calcolo specifico, tenete presente che in linea generale per una stanza da 25-30 mq ci vuole un condizionatore da 9.000 BTU/h, per una metratura da 35-40 mq è indicato un apparecchio da 12.000 BTU/h, invece per dimensioni maggiori bisogna optare per una potenza di 18.000 BTU/h o superiore. Tenete anche a mente che la zona giorno è quella che normalmente ha bisogno di maggiore raffreddamento, poiché è l’ambiente più ampio della casa dove si sta di più nel corso della giornata. Per la camera da letto, si può pensare ad un condizionatore meno potente, anche perché nelle ore notturne la temperatura è già di per se stessa più bassa, al di là delle dimensioni della stanza.
Consigliamo di dare sempre un occhio all’efficienza energetica dell’elettrodomestico: una maggiore capacità di raffreddamento si traduce in un maggiore consumo energetico. E’ preferibile, quindi, scegliere un climatizzatore che rientri in una classe alta di efficienza energetica (A o superiore).

4. Condizionatori inverter o on-off?
I condizionatori fissi possono essere dotati di tecnologia inverter oppure on-off. Cosa significa? I modelli del primo tipo si caratterizzano per una regolazione costante della temperatura interna. Un apparecchio di tipo inverter diffonde aria fredda alla massima potenza già al momento dell’accensione per raggiunge i gradi desiderati in tempi brevi. A partire da questo momento, l’apparecchio diminuisce la propria potenza in modo da mantenere stabile la temperatura raggiunta, rimanendo sempre acceso. I condizionatori con tecnologia on-off, invece, sono quelli più semplici e tradizionali: si spengono quando viene raggiunta la temperatura impostata e ripartono nel momento in cui c’è una variazione dei gradi interni. Questo sistema, anche se meno costoso, implica continui sbalzi termici e di conseguenza consumi maggiori. E’ consigliato, quindi, prediligere una soluzione inverter, soprattutto se si utilizza il climatizzatore per tutta la giornata o comunque per periodi di tempo prolungati, poiché il risparmio sulla bolletta è assicurato.

5. Cosa voglio che faccia il mio condizionatore?
Può sembrare una domanda stupida, ma in realtà non lo è. Se si acquista un climatizzatore, ovviamente, è perché si ha bisogno di raffreddare gli spazi interni della propria casa. Ma questa è soltanto la funzione di base. Soprattutto per gli impianti fissi, c’è la possibilità di scegliere tra altre opzioni in aggiunta alla capacità di raffreddamento. Ad esempio, i modelli a pompa di calore consentono di riscaldare gli ambienti nel periodo freddo, in particolare possono essere utili in autunno, quando arrivano i primi freddi ma non si può ancora accendere il riscaldamento per legge. I climatizzatori a pompa di calore rappresentano una valida risposta a questo bisogno. Un’altra funzionalità interessante può essere il deumidificatore o lo ionizzatore integrato, che consente di purificare l’aria dell’ambiente in cui si vive.